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Ascom: ”Stipendi e cassa si acceleri”

Il direttore Tonelli sollecita Inps e Regione:”Velocizzare le pratiche di erogazione, oltre mille le pratiche sul nostro tavolo”

IN DIFFICOLTÀ
“È probabile il salario di marzo slitti di settimane: molte imprese sono preoccupate”

di Paolo Rosato

Una sollecitazione a Inps e Regione Emilia-Romagna, perché accelerino sull'erogazione della cassa integrazione. E un appello al Governo, perché a fronte delle decisioni in divenire con il cosiddetto decreto liquidità, si applichi una decisa moratoria sui tributi. Giancarlo Tonelli, Direttore Generale di Confcommercio Ascom Bologna, torna a incalzare le istituzioni con lungimiranza: i settori del commercio, del turismo e dei servizi hanno bisogno di liquidità e ora, per dirlo con le sue parole, “è vietato maturare ritardi”.
Direttore, dopo oltre un mese di emergenza qual è la situazione nei suoi settori?
“Tante piccole e medie imprese, a causa dell'emergenza, sono state costrette a sospendere o a ridurre la propria attività, con ricadute sui dipendenti. Questa situazione, assieme ai provvedimenti di Governo e Regione, ha permesso a tanti nostri associati di arrivare a chiedere ammortizzatori sociali in deroga. Peraltro, è stato importante che sia stata data la possibilità anche alle aziende con meno di cinque dipendenti di usufruire degli ammortizzatori. Sono stati provvedimenti opportuni, non c'è alcun dubbio. Però c'è una riflessione da fare”.
Quale?
“Restano delle difficoltà sugli aspetti tecnici e burocratici nella presentazione delle domande. La situazione avrebbe chiesto strumenti più semplici. E questa difficoltà si riverbera sulla ricezione degli stipendi: è ragionevole pensare che l'Inps possa pagare lo stipendio di marzo solo tra alcune settimane, creando alle persone un problema economico e sociale”.
Cosa chiedete?
“Tutte le associazioni di categoria si sono impegnate a presentare il più velocemente possibile le domande - per questo ringraziamo i sindacati per l'aiuto -, ora è necessario che sia l'Inps, sia la Regione accelerino il più possibile le modalità di erogazione. Stiamo ricevendo tante telefonate dalle nostre imprese, specie dalle più piccole che sono il tessuto del territorio: c'è grande preoccupazione”.
Quante aziende avete che hanno chiesto la cassa?
“Stiamo gestendo un migliaio di richieste di cassa integrazione da parte di aziende nostre associate”.
Cosa ne pensa del decreto liquidità allo studio a Roma?
“Ci lascia molto perplessi. Quei 25mila euro di finanziamenti per le piccole imprese sono insufficienti. Inoltre creano un meccanismo sbagliato, una sorta di cane che si morde la coda: quei soldi rischiano di essere restituiti allo Stato a maggio attraverso tutti quei pagamenti di imposta che sono stati prorogati. Non vengono dati per favorire una ripartenza”.
Come bisogna intervenire?
“Occorre che per quelle imposte che sono state rinviate a maggio si arrivi a una moratoria, devono essere eliminate per quelli che sono stati chiusi e anche per quelli che hanno avuto un drastico calo di fatturato”.

Il Resto del Carlino, 9 aprile 2020

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